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  • Confartigianato propone un contratto in sette punti al Governo

All’assemblea generale a Roma presente anche una delegazione parmigiana

Flat tax, sburocratizzazione, formazione adeguata alle reali richieste delle imprese, pagamenti dei debiti della Pa, export, prospettive dell’Unione Europea alla vigilia del rinnovo di diverse cariche, sono tra i principali temi trattati dal presidente Giorgio Merletti all’assemblea nazionale di Confartigianato che si è svolta oggi a Roma, all’Auditorium ‘La Nuvola.

Ai lavori dell’assemblea hanno assistito i delegati del sistema confederale provenienti da tutta Italia e fra questi anche una delegazione di imprenditori e dirigenti di Confartigianato Imprese Parma, accompagnati da Leonardo Cassinelli, presidente provinciale.

«Ci sono alcuni aspetti trattati oggi che mi stanno particolarmente a cuore: mi sembra sia emersa molto chiaramente la volontà dei due vice premier Salvini e Di Maio di prendere come ‘modello’ le piccole imprese e, di conseguenza togliere l’eccessiva tassazione e burocrazia che le soffoca. Se finalmente il Governo si occuperà di questo il paese svolterà – ha commentato Cassinelli – Noi speriamo solo che non siano, come è stato altre volte, solo promesse».

Il presidente nazionale Giorgio Merletti, ha proposto un contratto in sette punti a Luigi Di Maio, ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico che lo ha accolto pienamente dichiarandosi pronto a lavorare insieme. Ecco i temi: modificare la recente normativa sugli appalti pubblici applicando concretamente lo “Small business act’, approvare le nuove tariffe Inail per abbattere il costo del lavoro, rivedere il Sistri a favore di un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti, promozione di tutto il made in Italy e non solo dei prodotti agricoli dell’eccellenza, applicare la stessa tassazione in tutta Europa ai giganti del web (no ai paradisi fiscali europei), ridurre gli oneri generali nelle bollette dell’energia elettrica per le imprese e, infine il più importante: “tenete sempre a modello, quando dovrete fare dei provvedimenti le pmi che sono 4.313.363 e poi eventualmente fate delle deroghe per le altre imprese che sono 24.992, non il contrario – così ha concluso Merletti”.

 

 

 

 

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