Ci sembra prematuro costringere le aziende a rottamare tutti i veicoli euro 4, dal momento che la normativa euro 5 è entrata in vigore nell’ottobre 2008 e sono stati immatricolati veicoli euro 4 fino al 2011 – spiega Leonardo Cassinelli presidente di Confartigianato Imprese Parma. Gli euro 4 sono veicoli ancora molto diffusi e utilizzati da piccole e medie imprese, lavoratori e cittadini. Con il provvedimento, non solo si metterebbero fuori gioco circa la metà delle autovetture, ma soprattutto ne risulterebbero penalizzati il 76,7% dei veicoli commerciali e il 70% dei veicoli industriali”.

Questo il pensiero di Confartigianato che, con una lettera al sindaco Pizzarotti, chiede di prendere in considerazione di non inserire nell’ordinanza, in fase di prossima emanazione, il divieto di circolazione dei veicoli diesel euro 4 (a partire dal 1° ottobre) che sembrerebbe imposto dalla Regione Emilia-Romagna.

Il provvedimento, renderebbe molto difficoltoso recarsi nei luoghi di lavoro ai tantissimi possessori di autoveicoli non euro 5, anche perché il divieto è previsto tutti i giorni dalla 8.30 alle 18.30, dal lunedì al venerdì e nelle domeniche ecologiche, in tutto il territorio comunale compreso nell’anello della tangenziale.

L’intendimento della Regione sembrerebbe in palese contrasto con il patto anti-smog delle regioni padane, siglato solo un anno fa, dalla stessa Emilia-Romagna, dall’allora ministro dell’Ambiente e dai rappresentanti di Lombardia, Veneto e Piemonte.

Ci teniamo a sottolineare, inoltre, che se da un lato la normativa euro 4, in termini di riduzione delle emissioni, si differenzia molto dalle precedenti, dall’altro non si può dire altrettanto per le successive. La normativa euro 4 ha rappresentato una svolta significativa nella lotta all’inquinamento e non ci sembra necessaria un’ulteriore restrizione – conclude Cassinelli”.

Secondo Confartigianato Imprese Parma la manovra è sproporzionata: vanno considerati i danni economici che subirebbero le aziende, gli evidenti problemi legati alla mobilità, oltre al danno sociale perché si costringerebbero i possessori di autoveicoli euro 4 a sostituirli. E probabilmente i mezzi pubblici, di cui occorrerebbe verificare il rispetto delle norme antinquinamento, non sarebbero sufficienti a sopportare le esigenze di migliaia di nuovi utenti.

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