Apprendiamo con piacere che è prevalso il buon senso – dichiara Leonardo Cassinelli, presidente di Confartigianato Imprese Parma che già nelle scorse settimane si era fatto portavoce della protesta dei propri associati -. È una notizia questa che fa piacere alle migliaia di imprese e di cittadini possessori di diesel euro 4.

Siamo grati al presidente Stefano Bonaccini per aver cambiato la propria posizione iniziale in merito al piano antismog per il periodo 1° ottobre 2018-31 marzo 2019. Una decisione saggia che, se sostenuta dall’impegno dichiarato di erogare i contributi per la sostituzione dei veicoli diesel euro 4 e versioni precedenti, produrrà certamente l’effetto atteso.

Ci piace pensare che anche Confartigianato Parma, con la protesta civile delle settimane scorse, abbia contributo a questo ripensamento.

Lo scatto in avanti dell’Emilia Romagna rispetto alle altre regioni del bacino padano ci è subito sembrato incomprensibile, anche perché non è possibile pensare di risolvere da soli il problema dell’inquinamento dell’aria che non rispetta né il confine geografico né quello politico.

Come abbiamo avuto modo di dire più volte, l’estensione del divieto ai diesel euro 4 deve essere programmata e preparata con una tempistica predeterminata e ragionevole.

I tempi corretti sono quelli previsti dall’Accordo di Bacino Padano sottoscritto da Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna lo scorso anno: per questo non comprendevamo l’accelerazione, peraltro solitaria, della nostra Regione.

Ora – conclude Cassinelli – attendiamo che anche il Comune di Parma modifichi l’ordinanza del 28 settembre 2018 e ripristini i cartelli togliendo il riferimento ai veicoli diesel euro 4”.

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