9 Gennaio 2023
Dal 1° gennaio 2023, infatti,  la possibilità di continuare a svolgere l’attività in modalità agile dipenderà dalla stipula di un accordo individuale con il datore di lavoro per la generalità dei dipendenti, eccetto i lavoratori fragili.
Con la legge di bilancio 29 dicembre 2022, n. 197 (G.U. del 29/12/2022, n. 303), infatti, l’unica categoria per cui resta in vita il diritto soggettivo al lavoro agile – seppur fino al 31 marzo – è quella dei dipendenti pubblici e privati “fragili”, cioè affetti da gravi forme di disabilità, i pazienti oncologici e gli immunodepressi, secondo le condizioni individuate dal decreto 4 febbraio 2022 del ministro della Salute.
Questo significa, quindi, che, eccezion fatta per tale ultima categoria di lavoratori, nel 2023, per ottenere una qualsiasi forma di smart working, è obbligatorio raggiungere un accordo tra l’azienda e il lavoratore singolo o una rappresentanza sindacale. L’intesa dovrà contenere la durata, l’alternanza ai periodi di presenza in sede e quali luoghi sono esclusi dalla prestazione professionale.

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