12 Febbraio 2021

Segnaliamo che è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.32 dell’8 febbraio 2021 il decreto 18 dicembre 2020 del ministero dello Sviluppo Economico che stabilisce le modalità di attuazione della misura di sostegno alle piccole imprese operanti nell’industria del tessile, della moda e degli accessori.

Il decreto prevede l’erogazione di contributi a fondo perduto riconosciuti nella misura massima del 50% delle spese ammissibili, nel limite di cinque milioni di euro per l’anno 2020, al fine di sostenere l’industria del tessile, della moda e degli accessori, con particolare riguardo alle start- up che investono nel design e nella creazione, nonché allo scopo di promuovere i giovani talenti del settore del tessile, della moda e degli accessori che valorizzano prodotti made in Italy di alto contenuto artistico e creativo.

Vengono definite le modalità di presentazione delle domande, i criteri per la selezione delle stesse, le spese ammissibili, le modalità di erogazione del contributo, le modalità di verifica, controllo e rendicontazione delle spese e le cause di decadenza e revoca connesse all’utilizzo dei fondi disponibili.

Per lo svolgimento degli adempimenti amministrativi e gestionali riguardanti l’accoglienza e l’istruttoria delle domande di agevolazione e la concessione ed erogazione dei contributi e degli adempimenti di natura tecnica connessi alla valutazione dei progetti, il ministero dello Sviluppo Economico si avvarrà dell’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.a. – Invitalia.

Le imprese che possono beneficiare delle agevolazioni sono quelle di piccola dimensione, non quotate e che non hanno rilevato l’attività di un’altra impresa e non sono state costituite a seguito di fusione. Le imprese devono risultare iscritte e «attive» nel Registro delle imprese della Camera di commercio territorialmente competente da non più di cinque anni. Il medesimo requisito deve essere altresì rispettato alla data di concessione dell’aiuto di cui all’art. 10 e devono svolgere in Italia una o più delle attività economiche di cui al comma 3 come risultante dal codice “prevalente” di attività comunicato al Registro delle imprese.

I progetti ammessi al finanziamento sono i seguenti:
progetti finalizzati alla realizzazione di nuovi elementi di design;
progetti finalizzati all’introduzione nell’impresa di innovazioni di processo produttivo;
progetti finalizzati alla realizzazione all’utilizzo di tessuti innovativi;
progetti ispirati ai principi dell’economia circolare finalizzati al riciclo di materiali usati o all’utilizzo di tessuti derivanti da fonti rinnovabili;
progetti finalizzati all’introduzione nell’impresa di innovazioni digitali.

I progetti devono inoltre:
essere realizzati dai soggetti presso la propria sede operativa ubicata in Italia, come indicata nella domanda di agevolazione;
prevedere spese ammissibili complessivamente non inferiori a euro 50.000 (cinquantamila) e non superiori a euro 200.000 (duecentomila);
essere avviati successivamente alla data di presentazione della domanda di agevolazione di cui all’art. 9, comma 2. Per «data di avvio» si intende la data del primo titolo di spesa ammissibile alle agevolazioni;
essere ultimati entro 18 (diciotto) mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni di cui all’art. 10, comma 4. Per data di ultimazione si intende la data dell’ultimo titolo di spesa ammissibile alle agevolazioni.

I termini e le modalità di accesso all’agevolazione saranno definiti con successivo provvedimento del direttore generale per gli incentivi alle imprese del ministero dello Sviluppo Economico, pubblicato sul sito internet del ministero (www.mise.gov.it) e per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Con il medesimo provvedimento, saranno resi disponibili gli schemi in base ai quali devono essere presentate le domande di agevolazione e l’ulteriore documentazione utile allo svolgimento dell’attività istruttoria da parte del Ministero.

Al seguente link alla Gazzetta Ufficiale trovate il testo integrale del Decreto che, all’articolo 5 contiene l’elenco dei codici Ateco di riferimento (in allegato). Per accedere all’agevolazione le imprese devono svolgere almeno una delle attività elencate in modo «prevalente» (come risultante dal codice comunicato al Registro delle imprese).

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