31 Dicembre 2021

La legge di bilancio 2022 (l. 234/2021), pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre scorso contiene una serie di novità importanti. Confartigianato che si è costantemente confrontata con le forze politiche ha contribuito a migliorare il carattere espansivo della manovra ed è particolarmente soddisfatta perché sono state accolte le proprie indicazioni per rafforzare misure di sostegno alla ripresa e di rilancio dell’attività degli artigiani e delle micro e piccole imprese. Particolarmente apprezzate le riduzioni dell’Irpef, con la diminuzione generalizzata della tassazione personale e la soppressione dell’Irap per imprese individuali e lavoratori autonomi.
Commento positivo anche sugli interventi per la stabilizzazione triennale, sino al 2024, degli incentivi per la riqualificazione edilizia ed energetica, il sisma bonus e il bonus mobili, con possibilità di cessione dei crediti o di applicazione dello sconto in fattura e sulla proroga dei superbonus 110% sia per interventi su condomini che singole unità unifamiliari
La manovra muove misure per 36,5 miliardi di euro e genera effetti sull’indebitamento netto per 23,3 miliardi di euro nel 2022, 29,9 miliardi di euro nel 2023 e 25,7 miliardi nel 2024.

Ecco i principali ambito d’intervento in materia fiscale e le novità per le imprese.

RIFORMA FISCALE
La legge di bilancio ha accolto la richiesta di Confartigianato di introdurre la riforma fiscale, prevedendo una diminuzione generale della tassazione Irpef, non solo con riduzione delle aliquote, ma anche con revisione delle detrazioni, permettendo così di non concentrare le risorse solo su alcune categorie di contribuenti, ma di avvicinare le soglie di reddito tra dipendenti e autonomi. Sebbene le stesse non siano ancora del tutto coincidenti, Confartigianato esprime parere favorevole rispetto alla riforma. In linea con la nuova articolazione prevista per l’Irpef dovranno essere riviste anche le addizionali regionali e comunali.
La riforma fiscale prevede anche l’esclusione dall’Irap per le imprese individuali e i lavoratori autonomi, fortemente richiesta da Confartigianato. L’esclusione comporta un risparmio, per le imprese, di oltre 900 milioni di euro ed elimina costi burocratici per 1,3 milioni di contribuenti, che non saranno più tenuti alla presentazione della dichiarazione Irap.

BONUS IN EDILIZIA
Il legislatore ha apportato anche novità “migliorative” alla disciplina delle detrazioni edilizie e alle disposizioni contenute nel dl “antifrode” (157/2021) confluiti appunto nella legge di bilancio. Numerose sono state le richieste presentate da Confartigianato nel corso dell’iter parlamentare e accolte nel testo normativo.
In materia di superbonus del 110%, Confartigianato ha chiesto e ottenuto la proroga del termine finale dell’agevolazione, previsto in generale al 30 giugno 2022, e posticipato di un ulteriore periodo, con diversa durata a seconda dei soggetti-committenti e della tipologia di intervento. Il medesimo beneficio è stato riconosciuto, in ogni caso, anche agli interventi trainati eseguiti congiuntamente. È stata inoltre accolta la richiesta di proroga della super detrazione del 110%, fino al 31 dicembre 2022, anche agli interventi effettuati sulle abitazioni principali unifamiliari, da parte delle persone fisiche, prescindendo dal valore dell’indicatore Isee. Rimane ferma la condizione che entro il 30 giugno 2022 sia stato eseguito almeno il 30% del lavoro complessivo. Confartigianato continua la propria azione sollecitando chiarimenti all’Agenzia delle Entrate, per stabilire le modalità di calcolo e di documentazione del 30% dei lavori effettuati.
La legge di bilancio ha accolto anche la richiesta di stabilizzare tutte le detrazioni edilizie “ordinarie” (prorogate al 2024), ad eccezione del bonus facciate, ridimensionato al 60% e solo per il 2022. Importanti novità riguardano poi l’opzione per sconto e cessione delle detrazioni ordinarie, possibili fino al 2024 (2025 per il superbonus). Nel recepire le novità già introdotte con il decreto legge “antifrode”, sono state accolte, in parte, le richieste di Confartigianato, ridimensionando, così, la gravosità degli adempimenti imposti dal decreto legge “antifrode”. La legge di bilancio prevede che asseverazione e visto di conformità non siano più obbligatori per gli interventi di edilizia libera e per tutti gli altri interventi agevolati di importo non superiore a 10.000 euro. Al riguardo, Confartigianato ha individuato alcune criticità, rappresentate all’Agenzia delle Entrate in un documento, per sollecitarne la corretta interpretazione. In particolare, le problematiche riguardano la decorrenza degli effetti della nuova disposizione di esonero, con riferimento alle fatture emesse nel periodo antecedente, la modalità di determinazione del limite complessivo dei 10.000 euro e di invio delle comunicazioni per le quali non è obbligatoria asseverazione/visto. La manovra di bilancio ha comunque concesso che, laddove le spese per asseverazione e visto sono ancora obbligatorie, sia comunque possibile renderle detraibili.
È stata poi accolta la richiesta di elevare a 10.000 euro di spesa il bonus mobili, seppur per il solo anno 2022 (la formulazione iniziale del ddl prevedeva un importo massimo di 5.000 euro), così come è stata accolta la richiesta di poter utilizzare i prezzari DEI per le asseverazioni di congruità di tutti gli interventi (non solo per la riqualificazione energetica).

CREDITO TRANSIZIONE 4.0
Il presidente nazionale Marco Granelli in una recente intervista pubblicata su “Avvenire” ha ben spiegato come l’innovazione e le tecnologie digitali siano un’arma per ridurre e rilanciare il valore artigiano. “Nessun settore, nessuna attività dell’artigianato e della piccola impresa ne è escluso. Gli artigiani usano le tecnologie per potenziare la qualità e l’unicità dei loro prodotti – ha dichiarato Granelli -.” Portando avanti tale principio e tenuto conto delle difficoltà segnalate dalle imprese nel perseguire l’interconnessione e la transizione 4.0, Confartigianato ha chiesto e ottenuto la stabilizzazione, fino al 31 dicembre 2025, del credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali 4.0 e beni immateriali 4.0, e il mantenimento, anche per l’esercizio 2022, del credito d’imposta nella la misura del 40% (per investimenti fino a 2,5 ml di euro), per gli acquisti di beni transizione 4.0.
La manovra non ha esteso la proroga del credito d’imposta formazione 4.0 né del credito per l’acquisto di beni strumentali generici e pertanto il 2022 sarà l’ultimo anno utile per usufruirne.

RIFINANZIAMENTO NUOVA SABATINI, GARANZIE PUBBLICHE e INTERNAZIONALIZZAZIONE
Confartigianato è intervenuta più volte anche chiedendo aiuti per le imprese e soluzioni per un’accompagnamento morbido del sistema produttivo verso l’uscita dalla contingenza negativa.
La manovra ha rifinanziato (fino al 2027) una delle misure più efficaci e apprezzate dalle piccole imprese, la Sabatini, strumento che favorisce l’acquisto di beni strumentali per il rinnovamento in azienda e l’adeguamento alle nuove sfide del mercato. Inoltre ha prorogato, al 30 giugno 2022, le misure in materia di garanzia pubblica, a cui, ricordiamo, è possibile abbinare una adeguata forma di garanzia data da Confidi o altro garante e il rafforzamento del fondo rotativo sulla l. 394/81 per l’internazionalizzazione. Il legislatore ha previsto anche l’inserimento di un rappresentante dell’artigianato tra i componenti della “cabina di regia per l’internazionalizzazione”, al fine di consentire un’adeguata rappresentanza delle pmi su questi temi. L’intervento recepisce le indicazioni di Confartigianato, tuttavia occorre prevedere riserve dedicate esclusivamente alle piccole imprese, ampliare l’utilizzo del fondo alle ditte individuali e rendere strutturali le semplificazioni operative introdotte nella pandemia.
La legge di bilancio 2022 non ha però contemplato proroghe per la moratoria legale, che, a parere di Confartigianato, vista la dimensione della crisi e il permanere delle difficoltà, sarebbe stata opportuna.

CARO BOLLETTE

Confartigianato esprime una valutazione positiva circa l’intervento per contenere gli aumenti del prezzo di gas e energia elettrica per il 1° trimestre 2022, come la riduzione degli oneri generali di sistema settore elettrico e la riduzione Iva al 5% per il metano, sia per usi civili che industriali. Tuttavia la Confederazione chiede di perseguire un intervento strutturale per rimodulare gli oneri di sistema in senso perequativo fra energivori e pmi. Il presidente Granelli ha denunciato che, a causa dei rincari, le aziende manifatturiere e delle costruzioni subiranno un maggior costo di 46,2 miliardi di euro. Il costo dell’elettricità per le piccole imprese costa quattro volte di più rispetto a una grande industria e per questo si rende necessaria una distribuzione più equa degli oneri generali di sistema tra le diverse categorie di utenti, legata all’effettivo consumo di energia. Anche, per quanto riguarda le materie prime, che impattano sulle tariffe amministrate, Confartigianato chiede che siano messi in atto meccanismi di calmierazione come per l’energia.

ALTRI INTERVENTI

È stata conferma l’attenzione a importanti settori dell’artigianato, stabilizzando alcune misure agevolative come i crediti per l’attività di ricerca e sviluppo (confermato fino al 2031), innovazione e design (confermato fino al 2025), innovazione digitale 4.0 e transizione ecologica (fino al 2025).
La riconferma della Patent Box consente un beneficio relativamente ai costi di R&S sostenuti in relazione a software protetto da copyright, brevetti industriali, disegni e modelli utilizzati direttamente o indirettamente nello svolgimento dell’attività d’impresa ma esclude i marchi d’impresa penalizzando così le piccole imprese.

Positivi anche: il rinvio di un anno dell’entrata in vigore di sugar e plastic tax, di cui Confartigianato auspica la definitiva abrogazione; la proroga, per i primi 3 mesi del 2022, dell’esenzione del canone unico patrimoniale che ha sostituito TOSAP/COSAP; la possibilità di effettuare il pagamento delle cartelle esattoriali notificate nei primi di tre mesi del 2022 entro 180 giorni anziché nei canonici 60.

Confartigianato valuta positivamente anche lo stanziamento volto a tutela e sviluppo di alcuni importanti settori dell’artigianato come lo sconto sulle accise per i birrifici artigianali e la sua graduale riduzione dal 2023 e lo stanziamento (5 MLN) per la valorizzazione delle produzioni di beni, anche semilavorati, sottoposti a processo di lavorazione manuale applicato e con particolare valore creativo ed estetico (produzioni artistiche).

Sono poi stati previsti fondi per la gastronomia e l’agroalimentare italiano, per la filiera delle carni e delle produzioni avicole. Per favorire la transizione ecologica nel settore della ristorazione, è istituito, al ministero delle Politiche Agricole, il fondo per la valorizzazione dei prodotti agroalimentari tradizionali e certificati. La disposizione è volta a favorire l’interazione tra i produttori e il settore della trasformazione e a mantenere alti i livelli export dell’intera filiera agroalimentare.

La legge di bilancio ha colto le sollecitazioni di Confartigianato anche nell’ambito dell’autotrasporto, riducendo i costi delle imprese, favorendo la formazione e l’occupazione e sostenendo l’innovazione dei veicoli.

È’ stato anche introdotto un importante sostegno strutturale per il comparto della mobilità e dei trasporti impegnati nella difficile sfida della transizione ecologica.

Con l’obiettivo di promuovere e realizzare interventi per la salvaguardia e la valorizzazione della montagna e le imprese nei piccoli comuni la legge di bilancio ha istituito un  fondo per lo sviluppo.

Pur riconoscendo positiva la creazione del fondo, Confartigianato ritiene insufficiente la manovra in quanto l’artigianato, che costituisce l’ossatura dell’economia della montagna, è escluso dagli interventi. Una limitazione incomprensibile, che andrà sanata, pena la scomparsa di mestieri e tradizioni che animano la difficile economia delle ‘terre alte’.

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