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  • Indirizzo Pec delle imprese, in arrivo sanzioni e attribuzione d’ufficio
24 Febbraio 2022

Tutte le imprese, costituite in forma societaria o individuale, devono aver iscritto nel Registro delle imprese un “domicilio digitale” vale a dire, allo stato attuale della tecnologia, un indirizzo di Posta elettronica certificata (Pec).

L’obbligo, già introdotto nel 2008 per le società e nel 2012 per le imprese individuali, è stato rafforzato dall’articolo 37 del decreto legge 16 luglio 2020 n.76 (decreto “semplificazioni”) convertito nella l. 120 /2020.

Ricordiamo che la Pec da iscriversi al Registro delle Imprese deve essere: attiva; unica (non deve risultare assegnata ad altro soggetto); univoca (non deve essere riferibile ad altri soggetti che non siano l’impresa o la società). Ne deriva che non sono iscrivibili gli indirizzi Pec di professionisti, studi di consulenza, associazioni di categoria messi a disposizione di uno o più clienti.

La Pec dunque deve essere nella titolarità esclusiva dell’impresa/società che la iscrive, il che presuppone un contratto di assegnazione tra il gestore e l’impresa/società.

Le conseguenze della mancata iscrizione del domicilio digitale valido e attivo sono due.

In primo luogo la Camera di Commercio assegnerà d’ufficio un domicilio digitale che sarà reso disponibile tramite il Cassetto digitale dell’imprenditore all’indirizzo impresa.italia.it. In secondo luogo sarà applicata una sanzione amministrativa: per le società da 206 a 2.064 euro e per le imprese individuali da 30 a 1.548 euro.

Il sistema delle Camere di Commercio sta per dare il via alle attività per l’assegnazione d’ufficio e l’applicazione contestuale della sanzione.

Nel frattempo le imprese possono ancora comunicare il proprio indirizzo PEC al registro delle imprese e chiederne l’iscrizione evitando il procedimento d’ufficio.

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