25 Febbraio 2022

Lo scorso 24 febbraio è stato approvato definitivamente il disegno di legge di conversione del decreto “milleproroghe” (d.l. 228/2021). Il decreto accoglie alcune delle richieste di Confartigianato, fra queste la proroga della disciplina più favorevole prevista per il 2021 per gli investimenti in beni strumentali.

Come ampiamente sollecitato dalla Confederazione ora tali investimenti potranno beneficiare del maggior credito d’imposta, nella misura prevista per il 2021 qualora siano stati effettuati entro il 30 dicembre 2022 (e non più entro il 30 giugno) sempre a condizione che entro il 31 dicembre 2021 l’ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

Ricordiamo che per il 2021 il credito per i beni strumentali ordinari era pari al 10% (anziché il 6% previsto nel 2022) e per i beni 4.0 (fino a 2.5 mln di euro di investimenti) era pari al 50% (anziché al 40% previsto per il 2022).

Accogliendo la richiesta di Confartigianato il decreto riporta la limitazione all’uso del contante a 2.000 euro (con possibilità, quindi, di trasferimenti in contanti fino a 1.999,99 euro) fino al 31 dicembre 2022, per ridursi nuovamente a 1.000 euro a decorrere dal 1° gennaio 2023.

Per quanto riguarda invece visti e asseverazioni dei bonus edilizi viene ulteriormente inserita la precisazione richiesta da Confartigianato che, anche per le spese sostenute dal 12 novembre 2021 fino al 31 dicembre 2021 per interventi edilizi diversi dal superbonus, ad eccezione del bonus facciate, in edilizia libera o d’importo complessivo non superiore a 10.000 euro, non ricorre l’obbligo del visto di conformità e dell’attestazione della congruità delle spese.

Per quanto riguarda le rateazioni decadute prima del 8 marzo 2020, vengono riaperti i termini per presentare una nuova richiesta entro il 30 aprile 2022.

È poi concessa un’ulteriore proroga per poter beneficiare dei requisiti prima casa, ovvero del trasferimento della residenza entro 18 mesi dall’acquisto nel comune in cui si trova l’abitazione acquistata con le agevolazioni o vendita della casa posseduta (entro dodici mesi dall’acquisto con le agevolazioni fiscali del nuovo immobile da adibire come abitazione principale). Tali termini erano stati sospesi causa della pandemia da Covid-19 fino al 31 dicembre 2021 e ulteriormente prorogati dal decreto “milleproroghe” al 1° marzo 2022.

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