Le 18.965 imprese della meccanica presenti in Emilia-Romagna stanno subendo gli effetti di un mix velenoso per il settore. Gli ultimi dati Istat osservano nei primi nove mesi del 2024 a livello nazionale un calo della produzione del 9,2% per i mezzi di trasporto, del 4,2% per macchinari e impianti e del 3,7% per metallurgia e metalli, certificando una carenza di lavoro che sta colpendo duramente un settore chiave per l’economia del nostro territorio.
L’Emilia-Romagna infatti è la prima regione in Italia per specializzazione nella meccanica.
I dati mostrano una moderata difficoltà anche per le 2.460 imprese della meccanica presenti in provincia di Parma.
L’artigianato – con 1.230 imprese parmensi – rappresenta la metà delle imprese del settore (il 50,0%). E proprio nel ricorso al fondo di sostegno al reddito dell’EBER, cioè alla cassa integrazione dell’artigianato, si osserva il dato più preoccupante: nei primi 9 mesi del 2024 il valore dell’assegno di integrazione salariale a cui hanno dovuto fare ricorso le imprese artigiane della meccanica in provincia di Parma è cinque volte quello utilizzato nello stesso periodo del 2023 (+499,6%), con un incremento superiore al +186,3% osservato a livello regionale. Tuttavia il valore rendicontato rappresenta solo il 2,3% del totale rendicontato dalla meccanica in regione, mentre l’artigianato in provincia di Parma è il 12,2% delle imprese meccaniche emiliano-romagnole. Se ne deduce una minore intensità di utilizzo. Il dato è tuttavia da attenzionare vista la rapida crescita che sta avendo nel corso del 2024.
Gli ultimi dati sulle esportazioni riferiti ai primi 6 mesi del 2024 vedono una crescita tendenziale del +1,2% per la meccanica made in Parma. In particolare l’export di macchinari cresce del +3,1% rispetto ai primi 6 mesi dell’anno precedente. Nel dettaglio si osserva una crescita delle vendite verso i paesi Extra-UE (+8,5%), trainati dagli USA, primo mercato di riferimento, che segna un +15,2%. Tuttavia si ha un calo delle vendite verso i paesi UE (-4,3%), che assorbono complessivamente il 38,9% delle esportazioni totali, con la Germania, che rappresenta il secondo principale mercato di sbocco, in calo del 5,7%.
Questa miscela di fattori mette a dura prova la resilienza di un comparto chiave del territorio nelle cui micro e piccole imprese lavora il 6,9% degli occupati parmensi, ben superiore all’incidenza nazionale del 4,2%.