Come noto da giovedì 5 marzo 2026 diventa operativo l’obbligo, per tutti gli esercenti e i commercianti, di collegare i propri registratori di cassa telematici agli strumenti di pagamento elettronico (POS). Si tratta di un nuovo adempimento introdotto dalla legge di bilancio per il 2025 per ottenere la piena integrazione tra i sistemi di incasso e la certificazione dei corrispettivi e per poter controllare che tutto il transato attraverso i pos venga certificato dai corrispettivi. Diventa quindi fondamentale indicare correttamente sullo scontino la modalità di pagamento (contanti o pagamento elettronico o ticket), obbligo in realtà già in vigore dal 2020 pur non sanzionato fino a oggi.
Dal primo gennaio 2026 sono state introdotte sanzione nel caso in cui non venga correttamente indicata la modalità di pagamento. Sanzioni fortemente condannate da Confartigianato perché irragionevoli e spropositate.
Nel caso di violazione degli obblighi di memorizzazione e trasmissione dei pagamenti elettronici, si applica la sanzione amministrativa di euro 100 per ciascuna trasmissione, comunque entro il limite massimo di euro 1.000 per ciascun trimestre, oltre alla sanzione accessoria consistente nella sospensione della licenza/autorizzazione da 3 gg a 1 mese se si verificano 4 distinte violazioni nell’arco di un quinquiennio. Nel caso di mancato collegamento tra POS e RT, si applica la sanzione amministrativa da 1.000 euro a 4.000 euro, oltre alla sanzione accessoria consistente nella sospensione della licenza/autorizzazione da 15 gg a 2 mesi.
Confartigianato ha chiesto di rivedere il sistema sanzionatorio fortemente penalizzante per le imprese.