Il direttore dell’Agenzia Antonino Maggiore ha firmato il provvedimento (49842/2019 del 28/2/2019) con il quale viene disciplinata la modalità di utilizzo del credito d’imposta finalizzato all’aggiornamento o l’acquisto di registratori di cassa telematici. Dal prossimo 1° luglio, infatti, saranno almeno 261mila grandi esercenti o negozianti (con volume d’affari superiore a 400mila euro) a dover trasmettere obbligatoriamente in via telematica i dati dei corrispettivi giornalieri. Dal 1° gennaio 2020 l’obbligo si allargherà all’intera platea dei commercianti ed esercenti (complessivamente 1,16 milioni di partite Iva).

Il credito d’imposta, previsto dalla Legge di Bilancio, che può coprire il 50% della spesa sostenuta fino a un massimo di 250 euro per l’acquisto di nuovi registratori e fino a un massimo di 50 euro per l’adattamento di quelli già posseduti sarà utilizzabile immediatamente in F24 con la prima liquidazione periodica Iva, «successiva al mese in cui è stata registrata la fattura» relativa al costo sostenuto.
Per rendere pienamente operativo l’utilizzo del credito d’imposta manca all’appello solo il codice tributo.

Le spese per acquisto o adattamento dei registratori di cassa telematici dovranno essere pagate con modalità tracciabile (assegni, bancari addebito diretto, bonifico, carte di debito, di credito, prepagate, ovvero altri strumenti di pagamento elettronico).

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