10 Settembre 2021

Per sanare un’infrazione aperta dalla UE nei confronti dell’Italia, sono state riviste, ancora una volta, le modalità di gestione di sfalci e potature, prodotti dall’attività di manutenzione del verde.
È, infatti entrato in vigore il d.lgs 116/2020 che ha modificato il d.lgs. 152/2006 e in questo modo la legge italiana si è allineata alla posizione europea e ha nuovamente inserito sfalci e potature nell’elenco dei rifiuti, distinguendo però tra quelli derivanti dal verde pubblico e privato.

Mentre i primi sono riconosciuti come rifiuti urbani e possono essere conferiti presso i centri di raccolta comunali, quelli che vengono prodotti nell’ambito di un’attività professionale di manutenzione di verde privato sono rifiuti speciali e non possono essere compresi nella categoria degli urbani.

Da questa distinzione derivano, per le aziende del settore, una serie di obblighi: l’iscrizione all’Albo Gestori Ambientali, la compilazione del formulario per il trasporto e il conferimento esclusivamente a impianti autorizzati, escludendo quindi la possibilità di portarli nei centri di raccolta comunali.

Per ovviare a quest’ultimo divieto, che rischia di mettere in difficoltà le imprese, Confartigianato si è attivata con interventi che hanno coinvolto l’assessorato regionale competente e, a seguito di un confronto trilaterale tra la Regione Emilia-Romagna e i gestori dei rifiuti, è stato individuato un modello di delega che i giardinieri e i professionisti del verde possono utilizzare per continuare a conferire questi rifiuti nelle isole ecologiche, per conto dei clienti privati.

In questo caso il trasporto è accompagnato dalla delega a nome del privato, senza la compilazione del formulario.
Il modello è utilizzabile su tutto il territorio regionale, nei centri di raccolta (isole ecologiche) gestiti dalle aziende aderenti alla associazione regionale Confservizi Emilia-Romagna.

Scarica qui la delega.

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