17 Maggio 2023

Confartigianato concorda con i principi di delega della riforma fiscale, tesi a incrementare l’efficienza della riscossione, orientando l’attività verso obiettivi di risultato economico piuttosto che di esecuzione del processo.

Al 31 dicembre 2020, in capo all’Agente della riscossione, sono presenti 999 miliardi di euro di crediti affidati, nel corso degli anni, dai diversi enti creditori. Tale importo, sempre secondo quanto riportato nel documento, per circa il 40% (401 miliardi di euro circa) appare di difficile recuperabilità (152,2 miliardi di euro sono dovuti da soggetti interessati da procedure concorsuali; 133,1 miliardi di euro da persone decedute e imprese cessate; 115,8 miliardi da nullatenenti, in base ai dati presenti nell’anagrafe tributaria).

Un ulteriore 45% (445 miliardi di euro circa) è riferito a contribuenti nei confronti dei quali l’Agente della riscossione ha già svolto azioni esecutive e/o cautelari che non hanno consentito il recupero integrale dell’attuale loro debito. Per la parte restante 5%, 52,6 miliardi di euro sono vantati nei confronti di soggetti che presentano una sospensione dell’attività di riscossione per provvedimenti di autotutela emessi dagli enti creditori in forza di sentenze dell’autorità giudiziaria o, ancora, perché gli importi residui rientrano tra le quote oggetto degli istituti di definizione agevolata in corso; 15,7 miliardi di euro da crediti oggetto di rateizzazione; 84,6 miliardi di euro di crediti risultano comprensivi anche di posizioni per le quali, in ragione di previsioni normative a tutela dei contribuenti, sono inibite, o limitate, per l’Agente della riscossione le azioni di recupero.

Al fine di ridurre un montante di credito così alto, va valutata la possibilità di prevedere una procedura straordinaria che, in considerazione non solo delle attività già svolte dall’Agente della riscossione, ma anche della “qualità” del creditore e dell’anno di affidamento del credito all’Agente, permetta all’Agente stesso di procedere a un discarico semplificato dei crediti.

Inoltre, al fine di evitare per il futuro la creazione di un montante di cartelle così elevato, va rivista l’attuale disciplina per permettere, a regime, in maniera agevole, al ricorrere di determinate condizioni anche legate alla natura del creditore, un più facile discarico dei crediti inesigibili.

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